
Shiatsu in ospedale
23 novembre 2007
Medicina alternativa
La nuova frontiera della terapia dolce
«Shiatsu» in ospedale per i più pazienti
A Napoli erogate 15mila prestazioni nel reparto dell’ospedale della Doganella. Tantissime le richieste. E le liste di attesa si allungano
NAPOLI – La nuova frontiera della terapia dolce, nell’ambito della medicina non convenzionale, si chiama«shiatsu terapia». In Italia dagli anni ’70 ad oggi sono aumentati in maniera esponenziale gli adepti della pratica manuale, nata in Giappone, che, tramite precise modalità di pressione, agisce sul flusso energetico dell’essere umano. La tecnica di massaggio rivolta sia a comprendere i principi di funzionamento del corpo sia a favorirne la circolazione, a Napoli viene praticata in due centri di riferimento, al San Giovanni Bosco e all’ospedale San Paolo. Si intensificano le richieste degli utenti che si rivolgono alle strutture pubbliche per trovare sollievo nella pressione shiatsu (dal giapponese Shi = dito e atsu = pressione, si effettua con il dito e precisamente con il pollice, nel quale si trova il maggior numero di recettori sensoriali della mano).
Sabato 17 novembre al San Giovanni Bosco si sono riuniti i maggiori esperti del settore, nell’ambito del progetto più generale del Ministero della Salute per la creazione dell’ospedale senza dolore. Tra gli interventi principali, quello del direttore della scuola nazionale di shiatsu di Roma, Fulvio Palombini, reumatologo dell’Università La Sapienza, che ha illustrato le linee guida per il futuro della shiatsu terapia in Italia.
Per la prima volta in Campania si è discusso anche dell’applicazione del massaggio shiatsu ai bambini. Nel reparto di neonatologia del San Giovanni Bosco il massaggio dolce viene eseguito sui neonati per rafforzare i sistemi immunitario, cardio- circolatorio, respiratorio e l’apparato intestinale. «Questo tipo di massaggio rientra tra le tecniche — spiega il primario Cinzia Montemarano — che migliorano anche il rapporto tra madre e figlio».
Alessandra Barone
